La settimana appena terminata mi è servita a divorare il libro di Leo Hickman “La vita ridotta all’osso”, il titolo è un po’ ingannevole, il sottotitolo rende l’idea molto meglio “Un anno senza sprechi: le disavventure di un consumatore coscienzioso”.
Ottima esperienza di una persona normale che vuole imparare a destreggiarsi in una società consumistica, semplicistica e menefreghista , iniziando a porsi delle domande su quali sono le conseguenze che le nostre scelte hanno, non tanto sulla nostra vita, ma sul nostro mondo.
Partendo dal presupposto che ciascuno di noi può fare delle piccole azioni per poter migliorare il nostro impatto sociale, si dipana un discorso che attraversa un po’ tutti gli aspetti della nostra quotidianità trattando anche argomenti meno quotidiani quali i viaggi e le vacanze.
Quindi mi fermo a riflettere su cosa compro, dove spendo, quanta acqua consumo, quanta spazzatura produco, quali vestiti mi piacciono, che genere di viaggio faccio e scopro che quello che le mie azioni (che pensavo potessero già essere di qualche utilità) non sono minimamente sufficienti a far sì che la mia sia una vita etica.
Bisogna migliorare, bisogna darsi degli obiettivi da affrontare poco per volta, per poter portare a casa un successo finale.
Il libro insegna proprio questo: le azioni sono molteplici, ma non si può pensare di farle tutte insieme partendo da zero.
Allora dico al mio fidanzato: sai che noi già qualcosa di etico lo facciamo nella nostra quotidianità?
Compriamo il più possibile biologico, anche in base a quello che ci permettono i nostri stipendi, abbiamo ridotto il consumo di carne (e qui ci sarebbe da aprire un parentesi sul fatto che io ho dubbi sul mio futuro vegetarianesimo, futuro che credo non ci sarà mai), abbiamo già scoperto che l’aceto è un ottimo detersivo …
E lui cosa mi risponde: davvero? Non me ne ero nemmeno accorto!
E queste sì che sono soddisfazioni
Di cose da fare ce ne sono ancora tantissime e ringrazio questo libro per avermi dato parecchi spunti.
Certo, il lombricaio magari me lo procurerò in un secondo momento però l’insalata sul balcone inizierò a coltivarla quanto prima!






