La fine è il mio inizio e il mio inizio è la mia fine perché l’universalità è circolare![]()
Viviamo una vita in cui tutta ritorna,
Non solo la notte con il giorno,
Sono circolari le stagioni,
Così come la guerra e la pace.
Il libro è il resoconto di una vita intensa, sicuramente fortunata ma anche vissuta in modo molto intelligente,
tante esperienze raccontate con passione ed estrema lucidità storica, vicende che sembrano lontane dal nostro essere quotidiano perché accadono dall’altra parte del mondo.
Sentir parlare di Pol Pot, di Cambogia, di Mao, della civilizzazione occidentale, della modernizzazione che rovina civiltà storiche, della democratizzazione imposta apre di molto l’orizzonte politico con il quale sono in genere abituata a confrontarmi.
E poi è così confortante sentir parlare della morte, questo evento che fa così paura che è così fuori moda, da essere diventato un tabù della nostra società.
Perché è così difficile accettare la morte come parte della vita?
Perché siamo convinti di esistere, solo grazie a quello che abbiamo!?!
Perché morendo lasciamo tutte le nostre cose che pensiamo incarnino il nostro essere?
Tempo fa era il sesso, l’argomento tabù che non si poteva affrontare e la morte rappresentava la quotidianità (soprattutto in tempo di guerra)…
adesso di sesso se ne parla anche a tavola e della morte non se ne parla più ed ecco qui di nuovo la circolarità… tutto torna!







nessuno detto,
Febbraio 25, 2009 @ 10:33 pm
Non è male la morte, certo, quando ti prende prematuramente e senza che te la sei cercata è un po’ seccante. Ma poterla affrontare al termine di una vita vissuta è un bel traguardo!