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L’altra sera, sul divano con mio nipote Franceschino, ci siamo guardati bel belli “Barbapapà cerca casa”, cartone animato famosissimo che ho acquistato in DVD in edicola un paio di anni fa.
Ero legata da un bel ricordo ai questo cartone, grazie anche ad un libro dallos tesso titolo, che ho letto più e più volte.
Così appena l’ho visto spuntare tra le varie cagate che normalmente vendono in edicola non me lo sono lasciato sfuggire pensando alla gioa di rivederlo e immaginando di propinarlo al più presto ai miei “nipotini” (le virgolette sono d’obbligo, dato che sotto questo nome si nascondono 3 bambini vivacissimi che io in genere chiamo “nipotastri”).
La prima volta che ho guardato il cartone animato avrò avuto si e no 8 anni, a distanza di 25 eccomi sullo stesso divano, con lo stesso cartone, ancora affascinata dal mondo di Barbabpapà, o meglio, più che affascinato dal suo mondo direi che questa volta sono affascinata dal genio creatore di un personaggio che nei primi anni 70 parlava ai bambini di pace ed ecologia, messaggio che colgo cosciamente solo ora.
Barbapapà, creatura informe ma di tutte le forme, gommoso e di e così diverso dalle persone normali, attenta ai problemi dell’integrazione, nasce dalla matita di Annette Tison e Talus Taylor, suo marito, francesi, chde nel pieno del famoso Maggio inventano questa famiglia un po’ sui generis.
Il maggio francese ha ispirato diversi artisti, in Italia lo abbiamo ascoltato nelle canzoni di De Andrè (storia di un impiegato) e visto nel film di Bertolucci (The Dreamers) che hanno voluto parlare del disagio giovanile in essere in quel momento storico.
Questa coppia di coniugi crea inizialmente un fumetto e poi il cartone.
Barbapapà è contemporaneamente ingombrante e delicato ha lo sguardo un po’ smarrito ma è sempre attento e pronto ad intervenire, il suo prodigarsi è sempre per gli altri indipendentemente dal fatto che questi altri siano la sua famiglia o degli animali o dei perfetti sconosciuti.
Fa fatica a farsi accettare all’inizio, su di lui i classici pregiudizi su chi è diverso (finisce in gabbia allo zoo) ma gli basta davvero poco per riscattarsi, un paio di trasformazioni ed è già l’eroe di turno.
Un messaggio perfetto per i bambini di tutte le età, soprattutto perchè abbinato ad un discorso di ottima politica ecologistica e di critica alla cementificazione con la quale conviviamo giornalmente.
Diffondere quindi, diffondere ancora di più di quanto non sia già diffuso.
Fate vedere il cartone ai vostri figli, nipoti, bambini che conoscete, adulti, riguardatelo voi… tutti dovrebbero conoscere il messaggio di pace leggero di questa pesante creatura!






