…escluso il cane, non rimane che gente assurda…

E’ in giornate come queste che penso a quanto mi manca un artista come Rino Gaetano.

Svegliarsi dopo una due giorni di argomenti politici assurdi e non poter accendere la radio e sentire una canzone sfacciatamente ironica che prenda per il culo un po’ tutti, che dica che siamo sempre allo stesso punto e che ancora più di ieri, non reggiamo più.

Avrebbe potuto proporci un restyling di nuntereggae più facendo qualche modifica al testo, tipo sostituire … che ne so, Gianni Brera, passato ormai a miglior vita, con Umberto Bossi.

E poi potremmo aggiungere Maria de Filippi (da affiancare a Costanzo, già presente nella lista), il grande fratello e si potrebbe fare un bell’elenco tipo quello che usciva su Cuore anni fa, che permetteva di fare una lista delle cose che paicevano e non piacevano ed era aggiornata di volta in volta in base alle preferenze dei lettori.

Oppure una bella canzone nuova che parli delle sue origini Crotonesi, di essere poi residente a Roma, nel cuore dell’ impero in una paese dove impazza la Lega e sentirsi estraneo a casa propria e chiacchierare dei paradossi che ne conseguono.

Potrebbe anche essere una melodia ben orecchiabile che elenchi tutti i benefit di cui godono i nostri parlamentari

Oppure un testo che racconti dei nuovi operai che votano a destra, che il pensiero di sinistra è diventato extraparlamentare o dell’appiattimento culturale italiano, o del nulla che avanza che invece ci sembra così pieno, della mancanza di idee, del quasi totale vuoto televisivo, degli elettrodomestici comprati a rate, insieme alle vacanze, dell’importanza di guidare un suv, di tutte le tariffe della telefonia mobile disponibili, di quanto ci danno fastidio gli extracomunitari che un domani se la pensione non ce la pagano loro non ce la pagherà nessuno,… cose facili, cose di questo tipo, piccole scene di vita quotidiana cantate così come lui ci ha abituato.

Perché questa era la sua magia: idee importanti recitate e cantate con ironia, sbeffeggiate, prese dalla nostra routine, a partire dall’orario del 27 notturno fino al nostro inno nazionale.

Una bella canzone o un intero album in cui ci faccia capire chiaramente che ride di noi e lo fa pubblicamente e diffonde il suo riso moltiplicato in radio in televisione (ammesso che qualcuno lo ospiti) e ci faccia ridere a nostra volta di noi stessi, ci faccia riflettere, stimoli le nostre sinapsi.

E con una pungente cattiveria ci faccia aprire gli occhi su questa terribile realtà.

a te che odi i politici imbrillantinati
che minimizzano i loro reati
disposti a mandare tutto a puttana
pur di salvarsi la dignità mondana
a te che non ami i servi di partito
che ti chiedono il voto un voto pulito
partono tutti incendiari e fieri
ma quando arrivano sono tutti pompieri”

Mi manca Rino Gaetano.

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