Cucinare nel coccio mi dà una grande soddisfazione. Risveglia desideri antichi, mi sento come fossi un mio avo, mi porta indietro in un passato che non ho mai vissuto.
E’ una questione principalmente tattile e visiva e poi anche di gusto.
Tattile e visiva perchè la pentola di coccio è bella da vedere e da maneggiare e rappresenta un’assoluta novità per chi è cresciuto tra le pentole in inox e per quello che rigurada il gusto …bhè… assaporare i legumi che si sono cotti sposandosi con i cereali e l’alloro e il timo fresco e poi ci metto anche un po’ di alga e un cucchiaio di olio, piano piano, con il frangifiamma che ha permesso una equa ripartizione del calore disponibile, ti regala tutte altre emozioni rispetto alla frettolosa pentola a pressione.
Comoda finchè si vuole, io rappresento l’utilizzatrice di eccellenza, sopratutto quando devo prepararmi delle lentichhie lampo da portare in ufficio nelle sportina del mezzogiorno, ma quando poi mi pappo i legumi cucinati nel coccio dopo averlo inumidito con l’acqua e riempito di tante crude bontà che ci saranno restituite centuplicate in sapore, bhè è il trionfo del gusto e delle sensazioni.
Il più bel regalo di San Valentino che abbia mai ricevuto!
Se ci fosse qualche novello in materia ecco la mia ricetta:
dovete disporre di un coccio capiente, di un frangifiamma e di un cucchiaio di legno, oltre che degli ingredienti per una poter servire una bella zuppa di fagioli e cerealiintegrali o lenticchie e cereali integrali. Ovvio che la materia prima mangereccia dovrebbe essere bio.
Procedimento:
bagnare il coccio dentro e fuori con l’acqua fredda, inserire all’interno i legumi e i cereali (li avrete preventivamente messi a bagno per almeno 12 ore… a meno che non vogliate tenere il coccio sul fuoco per le 8 ore successive), un filo di olio, acqua (per tre volte i legumi e tre volte i cerali), timo, lauro, porro tagliato sottile e un bello spicchio aglio.
Accendere il gas e coprire con il coperchio di coccio.
lasciar cuocere almeno un’ora e mezza.
A fine cottura aggiungere un po’ di alga, un cucchiano di miso a testa e servire.
Gustatevelo alla facciazza di tutti quelli che non hanno mai provato il sapore cucinato a fuoco così delicato







