La magia della neve

Dicono che Slava Polunin sia il Clown più bravo del mondo e che sia diventato, grazie al suo spettacolo, anche il più famoso.

Non so esattamente cosa mi aspettassi quando ho prenotato due posti per il suo “Snow Show”, ma qualsiasi cosa io abbia pensato non si avvicina nemmeno minimamente a quello che è stato.

Entrando in sala delle luci blu, intense, dall’alto tagliano la platea, e sui sedili e per terra pezzettini di carta velina bianca: è già neve!

Poi le luci si abbassano e lo spettacolo inizia.

Non è più Slava in persona ad indossare la grande tuta gialla, ad allungarsi ed accorciarsi, a spaventarsi, a raccontare; Slava segue ormai da dietro le quinte i suoi allievi che portano in scena lo spettacolo… ma solo in pochissimi lo sanno e comunque non è fondamentale: Yellow, si chiama così il personaggio, accompagna il pubblico in un viaggio che è il viaggio della vita di Slava e poi anche il viaggio della vita di ognuno di noi, dove momenti di serenità, spensieratezza e tranquillità si alternano a momenti di estremo dinamismo, di dolce malinconia, di risate e anche di tristezza. Sono così tante le sensazioni che si provano e ci colgono così impreparati da arrivare a fine spettacolo e provare un senso di stordimento che dura almeno per le 24 ore successive.

Non mi è mai capitato di essere a teatro e di vedere la gente che alla fine dello spettacolo invece di andare a casa, rimane là, sotto il palco, con l’espressione sorridente e intontita, intenta a toccare le scarpe dei clown che hanno preso parte allo show, ed è esattamente qui che Slava è riuscito a compiere il miracolo, a fare in modo che gli spettatori si portino veramente lo spettacolo a casa.

Io ho accompagnato mia mamma e l’ho vista ridiventare bambina e ridere e commuoversi e saltare ed allungarsi per prendere parte al grande spettacolo che coinvolge tutti i presenti, indifferentemente dalla prima all’ultima fila. Proprio lei ha voluto uscire dal teatro con in mano un grosso pallone gonfiabile bianco e ce lo siamo portati con i mezzi ATM fino a casa per almeno 45 minuti, canticchiando

Blue canary
di ramo in ramo
gorgheggi al vento
il tuo richiamo.

Blue canary
attendi in vano
che torni al nido
chi andò lontano.

Ogni fior del mio giardino
sullo stelo s’è reclinato
ed ascolta intimidito
la tua favola accorata.

Sopra i rami del grande pino
da quel nido dimenticato
s’ode a sera disperato
il richiamo a chi è partito.

Blue canary
che affidi al vento
le tristi note
del tuo tormento.

Blue canary
nel bel tramonto
ti sento amico
del mio rimpianto

Blue blue blue canary
tweet tweet tweet si perde l’eco
se piangi o canti al tramontar
tweet tweet ripete il vento.

Questo il miracolo di Slava, far sognare quelli che già sono bambini e sull’onda delle emozioni riportare alla loro fanciullezza quelli che bambini, almeno anagraficamente, non sono più.

E’ magia.

“Per me la neve è una cosa reale, è il legame con la mia infanzia…

E’ un’immagine bellissima, come un abito da sposa, come un foglio bianco quando un pittore comincia a disegnare,ma nello stesso tempo mi riempie di paura e di freddo…

Come spesso succede alle cose che affascinano i bambini…”

Slava Polunin

2 Risposte finora »

  1. 1

    giovanna detto,

    Maggio 6, 2008 @ 2:43 pm

    Ciao, anche io sono stata colpita dalla poesia dello spettacolo.

    Ho una domanda:

    Io mi sto scervellando per risalire e comprare la canzone blue canary, quella dello spettacolo e di cui tu hai riportato il testo.

    Ve ne sono diverse versioni e intrertpretazioni, iocerco quella>
    Mi aiuti per favore?

    te ne sarei mlto grata.

    Ciao

  2. 2

    ciclogatto detto,

    Maggio 9, 2008 @ 9:53 am

    Ciao Giovanna,
    cerco di aiutarti dandoti le poche informazioni che ho. La canzone è cantata in origine da Carlo Buti, accompagnato da una voce femminile che qualcuno dice sia di una signora che risponde al nome “Fiordaliso”. Non so se riesci a recuperare un cd che collezioni le sue canzoni all’interno del quale c’è anche questa canzone. Forse un modo più pratico è “recuperare” in una rete peer to peer il cd con la colonna sonora dello spettacolo di Slava.
    Qualcosa di più su Carlo Buti lo trovi su http://it.wikipedia.org/wiki/Carlo_Buti.
    ciao
    Marzia

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