A mano armata – Vita violenta di Giusva Fioravanti

Scorrono rapidamente le pagine di questo libro  che, con calcolato distacco, racconta la gioventù dell’ormai arcinoto Valerio Fioravanti.
Sembra di leggere un bel romanzo alla Carlotto, un Lucarelli appassionante, si ha sempre voglia di girare la pagina successiva per sapere con cosa ci stupirà il cinico Giuseppe Valerio.
La trama assorbe completamente il lettore, come in una storia noir ben scritta e dal prezzo di copertina non troppo alto.
E ad ogni pagina che giriamo ci stupisce non solo il protagonista,  ma tutto contesto in cui si muove. Ci stupiscono i suoi comprimari (Francesca Mambro e Cristiano Fioravanti), i luoghi che fanno da scenografia, dipinti come le città in cui ci muoviamo
tutti i giorni e come covi e stanze che si possono solo immaginare.

Vie, piazze, targhe di marmo che oggi ricordano che in quell’angolo una persona è stato uccisa per mano fascista, in quell’altro un’altra persona è stato uccisa per mano comunista e mentre il libro scorre si attraversano dieci anni di storia italiana, da piazza Fontana alla strage di Bologna, tragedie che non si possono e non si devono dimenticare. Tragedie per le quali è stato difficile ottenere anche solo parziale giustizia.


Bravo Giovanni Bianconi a raccontarci dei NAR, dell’attacco armato e della vita da terrorista come risposta ad un universo politico che Fioravanti e “i suoi” considerano inadeguato, per esprimere il proprio disagio e il proprio dissenso alle istituzioni e allo Stato; bravo a non farci dimenticare della storia di Giusva, di   Francesca Mambro e  dei tanti che hanno riempito le pagine di cronaca, ma soprattutto a non farci dimenticare della nostra storia.

Dì la tua