Pioveva di brutto sabato a sera, quella pioggia che proprio non ti permette di uscire perchè sai che appena il naso spunterà fuori dal portone ti ritroverai bagnato da capo a piedi e non importa se hai l’ombrello, dal gionocchio in giù sarai fradicio…
poi si trattava di arrampicarsi su per un pezzettino della Valchiusella, non una strada difficile, ma pur sempre una strada di montagna!
Abbiamo solo aspettato che spiovesse e poi ci siamo messi in macchina, non potevamo rinunciare alla nostra cena, prenotata il venerdì dopo aver scelto il menu del mese che più ci attirava.
Arriviamo al Fornel con mezz’ora di ritardo sull’orario previsto e sul tavolo troviamo, oltre al cestino del pane (almeno tre varietà: ai semi di papavero, normale, integrale) un piccolo foglio che elenca le prelibatezze che verranno servite al nostro desco:

Rimango stupita, come sempre, dalla varietà di piatti… ogni mese, salvo l’appuntamento con i fritti piemontesi, ci sono sempre piatti differenti e fantasiosi e buonissimi e ad altissima digeribilità, perchè il belllo di tutto questo è che nonostante a fine cena ci si senta sazi, si digerisce tutto con estrema facilità e, quando si va a mangiare fuori, questa non è una cosa affatto scontata. Quante notti ho passato tra incubi di vario tipo a scolare bottiglie d’acqua per colpa di presunti cuochi che avvelenano la loro clientela? A volte anche una semplice pizza può rivelarsi fatale…
Così noi nell’arco temporale che va dalle 21.00 alle 22.30 si è mangiato un sacco di cose buone e “presidiate localmente”, vorrei potr replicare a casa la vellutata di patate, porri e zucchine per una cena estiva tiepida se Paolo è così carino da cedermi la ricetta…
Abbiamo chiuso questa ottima cena con un fresco e gustoso bicchierino alla pesca frullata e con una deliziosa tartelletta con crema e frutta fresca, un dessert da leccarsi i baffi.
Per questa stagione ci fermiamo qui, arrivederci al fornel nel mese di settembre.







