Archivio per Aprile, 2009

Gli strani scherzi della mente

Capita spesso ai miei neuroni di giocarmi degli scherzi singolari… è successo di nuovo questa mattina.

Oggi mi sono “astenuta” dall’andare a lavorare. Motivi di salute. Diciamo un po’ di raffreddore…

Mi sono messa vicino alla finestra perchè finalmente ho avuto il tempo per cucire l’orlo di un paio di jeans.
Infilo il filo nella cruna, inizio a cucire un punto dopo l’altro e improvvisamente, chissà poi perchè, mi viene in mente una preghiera, precisamente la preghiera dello scout.

Ho ripensato a ruota libera a quante volte l’ho recitata, nonstante non fosse la mia preghiera di compentenza; cerco di spiegarmi: le ragazze hanno la preghiera della Guida, i ragazzi hanno la preghiera dello Scout ed entrambe venivano recitate ad alta voce dai ragazzi prima e dalle ragazze poi, al termine delle funzioni religiose.

Come spesso avviene, anche per le cose più futili, ciò che è pensato per gli uomini è sempre più semplice e funzionale… e in generale a me piace di più; anche in questo caso, volendomi sforzare, la preghiera delle ragazze non mi torna più in mente. Dimenticata.

Quella dei ragazzi invece ce l’ho qui stampata nella testa, chiara, bella, la si voglia riferire ad un ambito religioso o no è comunque ricca di significato.
Io a 15 anni la recitavo insieme ai ragazzi, a bassa voce, per non farmi sentire.

Cucio un punto dopo l’altro e la recito tra me e me:

Fa’, o Signore, che io abbia le mani pure
pura la lingua, puro il pensiero.
Impedisci che io prenda abitudini
che rovinano la vita.
Insegnami a lavorare alacremente
e a comportarmi lealmente
quando Tu solo mi vedi
come se tutto il mondo potesse vedermi.
Perdonami quando sono cattivo
e aiutami a perdonare coloro che non mi trattano bene.
Rendimi capace di aiutare gli altri
anche quando ciò mi è faticoso.
Mandami le occasioni
di fare un po’ di bene ogni giorno
per avvicinarmi maggiormente al Tuo Figliolo Gesù.

Tutta qui, poche semplici parole alle quali non ripensavo più da tanti anni e che oggi, chissà da dove, mi sono ritornate alla mente e mi sono resa conto che averla recitata così spesso ha fatto davvero sì che io cercassi e cerchi di vivere tutt’ora con questi principi.

Forse ho perso il valore religioso… ma mi domando: alla fine era così importante?

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Il regime della fuffa

Ci risulta così difficile rinunciare a ognuna delle cose che abbiamo, quasi ci fossimo guadagnati tutto con il sudore della fronte e una fatica inenarrabile e tutto quello che è nostro ci sembra così dannatamente indispensabile al punto che ad ogni cosa che ci circonda sembra ci leghi un attaccamento difficile da sciogliere e che tutte quelle cose che abbiamo, normalmente sono tante, spesso troppe, anche se non lo vogliamo ammettere, non ci bastano mai e ne vogliamo ancora, ancora e poi ancora.
E’ il regime della fuffa che l’ha avuta vinta su tutto….
io per esempio difficilmente riesco a entrare in una libreria e a rinuciare a comprare un libro. E prima di comprarlo, tra gli svariati milioni di titoli disponibili, bisogna stare attenti a quel che si acquista… spesso sono pagine illeggibili ma confezionate a dovere per vendere.
Mi domando poi solo a posteriori se é così indispensabile riempire scaffali e scaffali di volumi quando le Biblioteche possono offrirci tutti i libri che vogliamo.
e poi…
Proprio non posso rinunciare al mio lavoro ben pagato anche se mi genera degli stress incalcolabili e tempi di viaggio disumani?
Pare di no, perchè il ben pagato mi permette di fare dei viaggi, di andare a teatro, di coprarmi dei libri per l’appunto…. di fare dei regali costosi se ne ho voglia, di mangiarmi fuori ogni tanto, tutte cose a cui non potrei mai rinunciare, tutte cose che io reputo ad una prima analisi INDISPENSABILI ma che alla fine di certo non lo sono.
Non vogliamo poi parlare dei lettore mp3, del pc portatile, di un cellulare “decente”, di una maglietta alla moda, e bla e bla e bla e bla. Non so quanto potrebbe essere lungo questo elenco o forse solo temo di scoprirlo.
Una vita più modesta ed essenziale dovrebbe diventare lo standard di ciascuno di noi per poter permettere al nostro pianeta di respirare, per poterci permettere di capire davvero cosa demarca la sfera dell’indispensabile e cosa ne è effettivamente smarcato. Ma forse anche per renderci conto di quanta fuffa ci circondiamo per sentirci soddisfatti. DI sicuro preferiamo non renderci conto che quanta più fuffa raccogliamo, più saremo insoddisfatti. La fuffa ci soffoca e ci toglie lucidità. La fuffa ci distoglie dalle cose importanti.
Abbasso la fuffa e viva l’autodeterminazione. Abbasso la fuffa e viva il sapere scegliere, abbasso la fuffa e io tiferò sempre e comunque per i cervelli pensanti che non si lasciano sommergere da tutto quello che vedono.
E poi ci devo mettere un po’ di impegno … ci vorrebbero valangate di giorni del “non acquisto” per far respirare anche me un po’ di più.

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L’anno del giardiniere

Immagine di L'anno del giardiniere
All’interno di Diario di qualche mese fa hanno pubblicato un piccolo estratto del “manualetto” di Karel Čapek, intitolato “L’anno del giardiniere”. Le illustrazioni semplici e il bel modo in cui quelle poche pagine erano scritte non mi ha fatto esitare nemmeno per un istante: quel libro DOVEVO leggerlo. In libreria pensavo di trovarlo nella parte dedicata alla manualistica e al giardinaggio, invece con mia somma sorpresa lo trovo tra i libri di narrativa.

Mi aspettavo un manuale di giardinaggio dall’approccio un po’ originale e alla fine mi  trovo tra le mani e sotto gli occhi un vero gioiellino che racchiude in poche pagine piccole  summe di antica saggezza che affronta con ironia e gentilezza un po’ “datata” e così difficile da trovare oggi, i problemi che il giardiniere, uomo non molto comune, sicuramente originale, impegnato, incompreso e forse anche un po’ extraterrestre, incontra e cerca di risolvere durante i dodici mesi dell’anno. Il linguaggio utilizzato è così prezioso e antico, i termini ricercati con estrema accuratezza.

Già la prefazione ci allerta dicendoci che il testo soffre un po’ la traduzione dal cecoslovacco, ma ciò nonostante io l’ho trovato davvero prezioso e illuminante. Questo libro mi ha ricordato che sono un’ingenua, se ho creduto anche per un solo istante di potermi improvvisare giardiniera!

“…quindi con umiltà ti rendi conto dell’impotenza dll’uomo; comprendi che la pazienza è la madre della saggezza…”"

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