Chi è? Chi è quell’uomo che cammina sui pezzi di vetro?
Chiariamolo subito, niente a che vedere col circo, non è un acrobata, nè un mangiatore di fuoco , ma un uomo che si misura con se stesso, sempre, che affronta il presente e il suo passato con coerenza, senza dubbi o rimorsi perchè una stella pare assisterlo.
Forse un santo, perchè solo così può essere chiamato oggi un uomo che porta avanti le sue idee, nonostante le estreme conseguenze, che cammina sui suoi cocci, che compie il disegno di vita scritto sulla sua mano, un uomo che si fa ferire l’anima solo con l’amore e null’altro…
e questi pezzi di vetro, questa vita, questa linea che gira, due anime e un tetto di capanna, quello che basta per riprendere forze e andari avanti.
L’amore che può ferirci così in profondità da farci morire dentro, senza essere tagliente come un coccio.
Una canzone sulla vita, una canzone sull’amore, una canzone sulle idee. Una canzone per chi è sempre dalla stessa parte.
“…però stai bene dove stai”
L’uomo che cammina sui pezzi di vetro
dicono ha due anime e un sesso
di ramo duro in cuore
e una luna e dei fuochi alle spalle mentre balla e balla,
sotto l’angolo retto di una stella.
Niente a che vedere col circo,
nè acrobati nè mangiatori di fuoco,
piuttosto un santo a piedi nudi,
quando vedi che non si taglia, già lo sai.
Ti potresti innamorare di lui,
forse sei già innamorata di lui,
cosa importa se ha vent’anni
e nelle pieghe della mano,
una linea che gira e lui risponde serio
“è mia”; sottindente la vita…
E la fine del discorso la conosci già,
era acqua corrente un pò di tempo fà..che ora si è fermata qua.
Non conosce paura l’uomo che salta
e vince sui vetri e spezza bottiglie e ride..e sorride
perchè ferirsi non è impossibile,
morire meno che mai e poi mai.
Insieme visitata è la notte che dicono ha due anime
e un letto e un tetto di capanna utile e dolce
come ombrello teso tra la terra e il cielo.
Lui ti offre la sua ultima carta,
il suo ultimo prezioso tentativo di stupire,
quando dice “È quattro giorni che ti amo,
ti prego, non andare via, non lasciarmi ferito”.
E non hai capito ancora come mai,
mi hai lasciato in un minuto tutto quel che hai.
Però stai bene dove stai…Però stai bene dove stai.






