E’ da anni che il mese di giugno è per me un mese difficile da affrontare.
Il caldo della notte di quando si inizia a dormire con la finestra aperta e poi capita di svegliarsi nel buio e sentire rumori di motori di auto che passano su strade lontane, manon abbastanza da non sentirle, e nell’immobilità i pensieri si muovono circolari; e poi al mattino, il sole pallido che filtra dalla tapparella ed una nuova giornata da affrontare, cercando di convivere con delle sensazioni che sai perfettamente che renderanno difficile il normale svolgersi della giornata.
Sarà prima la brezza estiva, sarà poi il sole dell 10 o la luce del pomeriggio, o l’odore dei sambuchi fioriit per poi arrivare al cielo del crepuscolo che fatica a diventare imbrunire. E poi l’estae incipiente che porta i pensieri fin troppo lontano.
Giugno è un malessere con cui non ho ancora imparato a convivere, nonostante abbia fatto un buon ordine nei miei ricordi.
Mi sento dentro come un dolore antico, ed è la natura a richiamarlo ogni anno, ed è proprio per questo che non so come affrontarlo.






