Archivio per Band dessinée

Banana Football Club

Immagine di Banana Football Club
In una bigia e pigra  domenica mattina ho finito di leggermi “Banana Football Club”.
L’idea nasce da un bel racconto e Otto Gabos la tramuta in un bel fumetto.
Otto Gabos non mi delude quasi mai.
Non so come faccia a rendere le sue tavole sempre così vivide. Questa volta prende spunto da un romanzo di Roberto Perrone, personaggio che non conosco da nessun punto di vista, e regala volti, parole e colori (i colori insieme alla moglie) ad una bella storia di ragazzi, amicizia, spogliatoio e calcio.
Non il calcio chiassoso dei grandi campioni, ma il calcio vissuto dai ragazzi che popolano le tante squadre cittadine e ragazzi che a loro volta si rifanno a quei mitici mostri sacri che anni fa popolavano squadre meno note rispetto a quelle di oggi. Il Cagliari di Gigi Riva per esempio.
Otto Gabos è sardo ed è stato, e forse è ancora, un tifoso del Cagliari. Una bella graphic novel. Bravo Otto!

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Storia color terra

Immagine di Storia color terra vol. 1
Ho terminato di leggere ieri sera questo bellissimo volume edito da Planeta De Agostini, il primo di tre.
Vicissitudini lavorative non mi fanno nutrire molta simpatia per questa casa editrice, ma devo dire che le scelte editoriali mi sembrano sempre molto azzeccate.
Una storia “tenera” sul rapporto madre-figlia, sul rapporto uomo-donna, nella Corea degli anni ‘40. Le illustrazioni sembrano frammenti di sogno con tratti delicatissimi. Bellissimo.

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Io come Paul

Ieri sera ho finito di rileggere per la seconda volta questa storia scritta e disegnata da Michael Rabagliati.

Un tratto semplice per una storia semplice e tenera, sulla giovinezza e sui sentimenti puri che si vivono prima che il mondo adulto ci rapisca e confonda con le sue disillusioni e le sue amarezze.

Paul, dopo aver lasciato la scuola ed essersi scontrato con una prima fallimentare esperienza lavorativa, partecipa ad un campo scout per aiutare ragazzi in difficoltà. Nel racconto di quel campo scout ho ritrovato le belle sensazioni della vita di gruppo, quel sentirsi “una cosa sola” quando si è tutti insieme immersi nella natura e lontani dalla civiltà,  le paure del campeggio nel bosco, la scomodità di avere una latrina (un buco scavato nella terra e coperto da una tenda), gli incontri con gli animali notturni e gli insetti fastidiosi, l’inquietudine delle notti passate nelle tende, soprattutto quando si ha poca esperienza, ritratti con  ironia.

E poi la sfida quotidiana di riuscire a fare qualcosa di buono per qualcuno meno fortunato di noi, la sfida di crescere mentre le porte dell’età adulta sono all’orizzonte.

E poi l’amore, ovviamente! Quando si è lontani dalla città, dallo studio, dal lavoro, dalla frenesia e il nostro corpo si fonde con il suo antenato selvaggio tra fuoco, torrente e  bosco e lo spirito di gruppo diventa perfetto… ecco che c’è posto oltre che per l’amicizia, anche per l’amore, che riesce a ritagliarsi uno spazio  a misura solo per quei tempi e per quei luoghi, difficile portarselo in città, esattamente come gli amori estivi.

Ci sono proprio io disegnata in questa romanzo, ci sono io che ho paura nel bosco, ci sono io che mi sento responsabile del gruppo che accompagno, ci sono io che mi innamoro di un ragazzo e dei luoghi che ci hanno ospitato, ci sono io che faccio di tutto pur di non usare la latrina ufficiale, ci sono io che mi sento parte di un gruppo invincibile e indivisibile.

Poi si cresce e tutto assume una piega diversa. Il tempo ha diviso il gruppo e lo ha reso anche perdente.

Il ricordo però rimane vivo e quelle sensazioni che credevo sepolte le ho trovate proprio qui, tra le pagine di questa storia.

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