Archivio per Giardino sul balcone

L’anno del giardiniere

Immagine di L'anno del giardiniere
All’interno di Diario di qualche mese fa hanno pubblicato un piccolo estratto del “manualetto” di Karel Čapek, intitolato “L’anno del giardiniere”. Le illustrazioni semplici e il bel modo in cui quelle poche pagine erano scritte non mi ha fatto esitare nemmeno per un istante: quel libro DOVEVO leggerlo. In libreria pensavo di trovarlo nella parte dedicata alla manualistica e al giardinaggio, invece con mia somma sorpresa lo trovo tra i libri di narrativa.

Mi aspettavo un manuale di giardinaggio dall’approccio un po’ originale e alla fine mi  trovo tra le mani e sotto gli occhi un vero gioiellino che racchiude in poche pagine piccole  summe di antica saggezza che affronta con ironia e gentilezza un po’ “datata” e così difficile da trovare oggi, i problemi che il giardiniere, uomo non molto comune, sicuramente originale, impegnato, incompreso e forse anche un po’ extraterrestre, incontra e cerca di risolvere durante i dodici mesi dell’anno. Il linguaggio utilizzato è così prezioso e antico, i termini ricercati con estrema accuratezza.

Già la prefazione ci allerta dicendoci che il testo soffre un po’ la traduzione dal cecoslovacco, ma ciò nonostante io l’ho trovato davvero prezioso e illuminante. Questo libro mi ha ricordato che sono un’ingenua, se ho creduto anche per un solo istante di potermi improvvisare giardiniera!

“…quindi con umiltà ti rendi conto dell’impotenza dll’uomo; comprendi che la pazienza è la madre della saggezza…”"

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A new spring after an old winter

viole del mio balcone

Una nuova primavera alle porte.
Nuove piante da rinvasare, quelle che hanno passato l’inverno meritano degli spazi più ampi, quelle che invece entrano per la prima volta nel mio giardino voglio che abbiano una sistemazione di tutto rispetto. Primule, forsizia, insalata, agli, pomodori, girasoli, c’è un gran daffare, un gran rimanere sedere all’aria per sistemare, tagliare, interrare e poi con soddisfazione far spaziare lo sguardo.
Non si vive forse per questo? Per permettere ai nostri occhi di essere soddisfatti del nostro lavoro?
Per permettere alle nostre mani di affondare nella terra fino a tirar fuori le radici che ci danno la vita?
Una nuova primavera è pronta per noi che siamo pronti ad accoglierla. Il nostro giardino rifiorirà presto e spero che tutti i colori dei prossimi mesi vogliano accompagnarci fino al prossimo letargico autunno.

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Aglio sul balcone

aglio
…il titolo di questo post vuole essere un incoraggiamento al tentativo che sto facendo di coltivare l’aglio in vaso.

La procedura sembrerebbe facile, si prende una bella testa di aglio biologico, si staccano tanti spicchi per quante piante si vuole mettere a coltura, si prepara un bel vaso di terra e si sotterrano gli spicchi selezionati come se fossero dei bulbi di fiori.

Si copre il tutto, si annaffia e si inizia a sperare che il bulbo dia i suoi frutti.

Questa operazione l’ho fatta domenica su suggerimento di un orticoltore di esperienza, spero mi dia un buon risultato. L’obiettivo a cui punto è di avere un numero sufficiente di agli da poter almeno intrecciare ed ottenre così la famosa ‘nzerta

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…ancora orto sul balcone!

Ed eccoci all’autunno… tempo di resoconti e bilanci per quello che riguarda il raccolto del nostro piccolo orto allestito sul balcone.

Siamo rimasti soddisfatti e sicuramente la prossima promavera si ripeterà l’esperienza, magari anche più in grande, con più vasi e più sperimentazioni.

Ma vediamo com’è finita l’esperienza lasciata insospesa nella prima puntata:

INSALATA: ci ha dato tante soddisfazioni, è cresciuta bella, croccante e rigogliosa, complice anche l’alto tasso di umidità che c’è nel canavese. Ne abbiamo mangiato per circa due mesi, una volta finita purtroppo non è stato più possibile reperire le piantine da interrare. Inoltre c’era l’approssimarsi delle vacanze e quindi non abbiamo proceduto nè con il rinnovo nè con la semina. A fine agosto però siamo tornati da Potenza e lì l’isalatina da trapiantare la vendono per tutta la primavera e tutta l’estate, così abbiamo fatto viaggiare l’insalata gentilina per 100 km e l’abbiamo accomodata in tre bei vasi. Il risultato è stato una crescita più modesta delle piante di due vasi, una crescita completamente nulla delle piante del terzo vaso. Effettivamente le giornate non sono più calde e soleggiate e quindi mi sembra chiaro che un’insalata che richiede luce e calore faccia fatica a venir su. A breve sperimenteremo il pan di zucchero, tipica insalata invernale.

FRAGOLE: ne abbiamo mangiate, belle, rosse e di dimensione variabile, ma 6 piantine sono davvero troppo poche per poter avere un cestino di frutti da portare a tavola. Maturano un po’ per volta per cui si riesce a staccarne 7 o 8 per ogni raccolto. La prossima estate provvederemo a ripiantarle di nuovo in maggior numero, dato che non hanno resistito alla nostra assenza nel mese di agosto.

RAPANELLI: un disastro. ma proprio un disastro completo. Bevevano tantissima acqua, hanno fatto delle foglie enormi, ma la radice rossa è rimasta sottile sottile, non si è mai ingrossata. Ho dovuto eliminare tutto… non credo che li riproveremo.

POMODORI:ci hanno dato una grande soddisfazione, ne sono maturati molti e per quasi due mesi abbiamo raccolto tutti giorni e le piante erano solo due ! La prossima primavera proveremo ciliegini e perini, sperando di avere lo stesso risultato.

Le piante aromatiche ci hanno accompagnato fedeli, per strada si son  persi il rosmarino e la menta, difficilissimi irrigarli in vaso.

Al prossimo aggiornamento!

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come ti annaffio quando non ci sono!

Siamo infine ritornati dalle nostre vacanze e devo dire che il balcone e la maggior parte delle piante che vi avevamo lasciato, ci hanno accolto ancora verdeggianti.

Il sistema delle bottiglie ha funzionato alla perfezione.

Ecco come abbiamo fatto affinchè la nostra assenza non si traducesse necessariamente in un periodo arido per le nostra flora:

nel mese di luglio abbiamo iniziato a mettere da parte un po’ di bottiglie di plastica da un litro e mezzo e da due litri,

il giorno prima di partire le abbiamo riempite e con delle forbici ho praticato un foro non troppo grosso su ciascun tappo e tutti i tappi, così forati, li abbiamo usati per chiudere le bottiglie.

A questo punto si capovolge la bottiglia, in modo che il tappo si possa ben conficcare nel terreno e si cerca di far penetrare il più possibile la bottiglia in profondità.

Per ogni vaso è necessario mettere un numero di bottiglie proporzionale alla normale sete/irragazione della pianta, infatti alla fine avevamo vasi corredati anche con 6 bottiglie (un piccolo cespuglio di erika) a vasi con una bottiglia sola (una Aloe molto grande).

Il sistema è perfetto perchè la pianta si serve da sola assorbendo il liquido con il normale uso delle radici, non ci sono quindi rischi di marciscenza. Se siete insicuri sul numero di bottiglie da mettere in ogni vaso è meglio abbondare, l’acqua che avete messo in più non sarà comunque bevuta dalla pianta e ve la ritroverete  ancora lì nella bottiglia.

Che spettacolo vi aspetterà al vostro rientro? Un sacco di bottiglie vuote e schiacciate per il sottovuoto che crea l’assorbimento delle radici, in un certo senso io l’ho trovato anche uno spettacolo…. come dire… affascinante!

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Orto sul balcone – 1° puntata

è il primo anno che proviamo a coltivare qualcosa di commestibile sul balcone di casa.

Io facevo sogni grandiosi perché già mi immaginavo piante di fagiolini, zucchine, peperoni, piattoni ma poi, sono stata riportata, come al solito, alla realtà dalla mia personalissima metà del cielo, anche perché non abbiamo un terrazzo ma solo due piccoli balconi, uno esposto a est e uno esposto a ovest

Così alla fine, dopo pochi essenziali ragionamenti, abbiamo invasato fragole, pomodori, rapanelli e insalata non in grandi quantità, visto che il progetto è in fase sperimentale, non avevamo la più pallida idea di quale sarebbe stato il risultato finale.

Per ora è possibile fare un vero aggiornamento solo su insalata e fragole.

Insalata: siamo andati in una serra a comprare delle piantine già cresciute di insalata Gentilina da taglio, pare che per coltivare in vaso l’utilizzo del seme non sia il procedimento più adatto se si vogliono avere dei buoni risultati. Io ho interpretato che se si è alle prime armi è meglio acquistare le piantine già cresciute e la semina è per gli esperti.

In aprile le piantine le abbiamo rinvasate nei tipici vasi rettangolari da fiori, adeguatamente distanziate a 20 cm una dall’altra e baciate dal sole del mattino. Quando la stagione si è fatta un po’ più calda abbiamo messo un telo per ombreggiare la parte di balcone dedicata ai vasi, le piantine infatti arrivavano a fine giornate “esauste” dal troppo calore. In poco più di un mese abbiamo avuto degli ottimi risultati, settimana prossima dovremmo iniziare a fare i primi tagli.

Fragole: anche in questo caso abbiamo comprato 6 piantine già cresciute di fragole rampicanti, sistemate in vaso lungo in pieno sole e concimate con concime biologico ogni tre settimane. Bagnate regolarmente dal sottovaso (senza esagerare perché le radici delle fragole marciscono facilmente), hanno iniziato a dare i primi risultati a fine aprile. Da tenere presente che 6 piantine non sono sufficienti a raccogliere un cestino di fragole, neppure piccolo. I frutti infatti non maturano tutti insieme e se ne raccolgono 6 o 7 per volta.

Le due piante di pomodori crescono piano piano. Anche queste le abbiamo posizionate in pieno sole e concimate con frequenza trisettimanale. Le abbiamo invasate a metà aprile e questa settimana dovremo già cambiare il bastoncino che sorregge la pianta. A differenza delle fragole i pomodori sono sempre “assetati”, infatti bevono parecchio. I fiori gialli si sono presto trasformati in piccoli frutti tondi e verdi, assisteremo alla maturazione di giorno in giorno.

I rapanelli invece sono un mistero, li abbiamo posizionati al sole, concimato il substrato e per ora crescono bene le foglie ma cosa avviene sottoterra non si sa. Appena le foglie ci sembreranno di dimensione adeguata ne tireremo su uno per verificarne la maturazione e di conseguenza la commestibilità.

Arriveranno aggiornamenti quando tutte queste primizie passeranno dalla pianta al piatto e dal piatto ai nostri voraci stomaci.

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