Archivio per milano

L’amore non è possesso…

bambola_

…ma è cura, dedizione, pazienza.
Ci vuole ricordare questo lo spettacolo allestito al Teatro Studio in queste giornate, rappresentazione infrasettimanale per le scuole e solo nel fine settimane per il pubblico serale, quindi diciamo quello adulto.
In scena ci sono i bambini, accompagnati da Andrea onasson, che in passato ha avuto la fortuna di lavorare con Giorgio Strehler e vengono rappresentate, tratte da Alfonso Sastre e Bertolt Brecht, “La storia della bambola abbandonata” e “Il cerchio di gesso del Caucaso”.
Due racconti che hanno in comune lo stesso quesito di fondo: “le cose sono di chi le lavora, di chi le migliora, di chi le ama oppure di chi le ha ricevute senza aver fatto nulla per conquistarle?
Uno spettacolo imperdibile, tenero, delicato e commovente; poi io come al solito, alla fine, non riesco a trattanere una piccola lacrimuccia sulla ninnananna cantata con così tanto amore da una bimba alla sua bambola, stringendosela delicatamente al petto.
 

Commenti (1) »

The sun’s in my heart

rain
Mi piace la pioggia, perchè quando cade penso che sta lavando l’aria che respiriamo,

perchè il sabato e la domenica mi permette di rincantucciarmi in casa sotto la mia coperta preferita per leggere un libro o per schiacciare un pisolino, quasi certamente di fianco alla persona a cui voglio bene.

Perchè poi penso che le piante si nutrono di pioggia e con sollievo ricevono questo naturale nutrimento.

Mi piace anche quando piove su Milano, per vedere come basti davvero poco per bloccare gli spostamenti di milioni di persone che non sanno più come e dove indirizzare la loro fretta.

E poi è bello stare dietro il vetro e guardare come piove, come le gocce rimbalzano sul profilo degli oggetti di tutti i giorni.

Il sole è nel mio cuore, non importa se fuori piove.

Commenti (1) »

Mamma Mia, How can I resist you???

Ancora cinema!

E sì, perchè si è deciso che il venerdì sera si va a godersi un po’ di pellicola sul grande schermo e poi con la tessera Aice, che consente l’ingresso a 4,50€ è davvero un piacere potersi guardare anche un film solo ed esclusivamente per il gusto di guardarlo.

Ricordo abbastanza lucidamente e senza nostalgia che l’ingresso in un cinema di Milano arriva anche a 8€. Certo c’è la poltrona avvolgente, il dolby  sourround, la vasca di pop-corn giganti ad un prezzo gigante,  ma visto quanto paghi il biglietto non puoi assolutamente permetterti di sbagliare film.

Così questa settimana con estremo piacere e anche con gioia (almeno mia) siamo andati a vedere Mamma Mia! il musical costruito sui testi delle degli Abba.

Io sono stata una noiosa bambina cresciuta a pane, Abba, Rodrigo’s guitar e Platters, così devo ammettere che al cinema canticchiavo a bassa voce i pezzi rivisti e ricantati da Maryl Streep (fantastica) e dal resto del cast. Ho anche un po’ ballucchiato sulla poltrona, ma con discrezione, odio chi infastidisce il pubblico durante gli spettacoli sia cinematografici che teatrali, quindi sono una persona che in sala sa come comportarsi.

So che può sembrare assurdo, ma nella settimana precedenta alla visione del film mi sono stampata i testi delle canzoni che sarebbero state cantate e me le sono studiate, tradotte e ho cercato di coglierne il senso. Sapevo che sarebbe stato più bello gustarmi il film senza dovermi leggere i sottotitoli, infatti così è stato.

Lo sfondo di una Grecia bellissima, così come me la ricordavo, ha reso questo film davvero scoppiettante.

Nulla di particolare in sè, una storiellina simpatica, ma per gli appassionati  del complesso svedese, dopo “Le nozze di Muriel” rimane un film imperdibile!

Commenti (1) »

Aspettando di partire…

Mancano ancora 3 settimane alla partenza per le agognate vacanze. Un anno di intero lavoro per arrivare a quelle tre settimane nel cuore di agosto per riappropriarsi, almeno per un po’, del proprio tempo.

Quest’anno come meta abbiamo scelto di passare una settimana a Parigi, qualche giorno nella regione della Loira e una decina di giorni nella verde Lucania.

L’ asso nella manica che di sicuro mi giocherò in questa vacanze, è il volo dell’angelo, recensito anche dall’edizione Metro londinese.

Nel frattempo Milano in Luglio è sempre la solita, sembra sempre troppo calda, anche quando non lo è poi così tanto, un sacco di gente dal colore della pelle variabile affolla metropolitane roventi e vie assolate, il supermercato di quartiere ti regala sempre un quarto d’ora d’aria condizionata anche se entri per non comprare nulla, i più fortunati sono già partiti e tornati abbronzati, la classe maschile impiegatizia soffre in giacca e cravatta anche nei giorni in cui l’afa non risparmia guardando con invidia chi si aggira in tenuta da piscina, ciabatte incluse.

II nostro nido Banchettese invece ci offre delle serate ancora piuttosto fresche, se possiamo mangiamo in giardino (cioè sul nostro piccolo balconcino) e progettiamo come impegnare questi fine settimana.

Sicuramente domani sera ci sarà una cena al Fornel, che nel mese di luglio propone funghi alla sua affezionata clientela, la stufa sarà spenta ma l’ambiente sarà accogliente come sempre e già mi lecco i baffi al pensiero del burro della valchiusella e del salampatata artigianale e alle altre ghiotte preparazioni e succulenti intingoli che ci verranno proposti;

Poi ci saranno da sistemare le piante per le tre settimane di assenza, soprattutto le piante utili, che vorrei ritrovare vive al nostro ritorno (fragole, salvia, basilico, menta e pomodori) e dobbiamo ideare un sistema di innaffiatura intelligente che provveda per noi, quando non ci saremo. Sembra facile,ma di sicuro non lo sarà. La prima idea che cercheremo di mettere in pratica è quella di bucare delle bottiglie e inserirle con la parte del tappo inserita nella terra.

Poi l’estate è sempre il momento migliore affinchè il governo combini le peggio porcherie, gli italiani sono in vacanza e chi si occupa più degli affari di politica? Chissà cosa ci riserveranno per questa estate 2008 i nostri…

Tra una cose e l’altra passeranno questa ventina di giorni, e poi partiremo anche noi.

Non vedo l’ora!

Lascia un commento »

May Day May Day

Il 25 aprile e il 1 maggio Milano mi manca.

Cosa accumuna le due giornate di festività e il capoluogo lombardo?

E’ chiaro: le manifestazioni.

La manifestazione nazionale del 25 aprile è sempre molto partecipata, aprono il corteo le istituzioni, l’ANPI, la banda del comune e a seguire una marea umana che ospita circoli ARCI, ARCIGAY, CENTRI SOCIALI, SINDACATI, ASSOCIAZIONI ONLUS e chi più ne ha più ne metta… e tutti insieme, tra musica e cori si parte da porta Venezia e si arriva in piazza Duomo, passando per la nera San Babila.

Una marea umana festante, una goduria totale. Una festa pe rnon dimenticare.

Anche il 1 maggio al pomeriggio c’è una bellissima manifestazione, all’interno della quale però non c’è un cazzo da festeggiare. E’ il MAYDAY, il giorno di San Precario ed è una manifestazione che serve a buttare in faccia alla gente che non lo sa (e purtroppo ce n’è tanta, troppa) che il mondo del lavoro non è più quello di una volta.

Ho provato a spiegare a mio papà, l’altra sera, che oggi anche i lavoratori del teatro alla scala sono precari, anche quelli della banca lo sono e quelli della moda e quelli dei supermercati e bla bla bla….

Ho provato a raccontare ad una collega di mia sorella, che fa l’infermiera da molti anni, che nella fantastica e giovane azienda in cui lavoro ci sono dei consulenti non proprio giovanissimi, bravi, che si fanno il culo tutti i giorni, che sono pagati due lire per un contratto MENSILE e vengono pure pagati in ritardo.

Ho provato a spiegare ad una delle mie “brillanti” colleghe che se la situazione lavorativa delle persone più giovani non si risolve in contratti VERI nessuno mai pagherà i contributi per le nostre pensioni (quelle che devono arrivarci a compensazione del nostro tfr, chiaramente).

Sguardi spenti.

Pronto, c’è qualcuno?

Quindi quello che può sembrare una chiara realtà, per molti non lo è.

Ho però capito che il segreto per essere informati su queste situazioni è avere dei figli che ne sono coinvolti.

Le mamme che hanno filgi precari in genere sanno tutto di stage, co.co.co, co.co.pro, co.pro.co e altre 22 forme contrattuali create da silvio e non riviste da romano.

Di qui nasce una manifestazione con carri allegorici (il tradizionale carro di Serpica Naro è imperdibile, così come lo è quello di Cascina Torchiera Senz’acqua) colorata e rumorosa in cui il coming-out è forse eccessivo ma necessario.

Io quest’anno non ci sarò, ma sono sicura che anche questa volta, il MAYDAY sarà un successo!


Lascia un commento »