
Il 25 aprile e il 1 maggio Milano mi manca.
Cosa accumuna le due giornate di festività e il capoluogo lombardo?
E’ chiaro: le manifestazioni.
La manifestazione nazionale del 25 aprile è sempre molto partecipata, aprono il corteo le istituzioni, l’ANPI, la banda del comune e a seguire una marea umana che ospita circoli ARCI, ARCIGAY, CENTRI SOCIALI, SINDACATI, ASSOCIAZIONI ONLUS e chi più ne ha più ne metta… e tutti insieme, tra musica e cori si parte da porta Venezia e si arriva in piazza Duomo, passando per la nera San Babila.
Una marea umana festante, una goduria totale. Una festa pe rnon dimenticare.
Anche il 1 maggio al pomeriggio c’è una bellissima manifestazione, all’interno della quale però non c’è un cazzo da festeggiare. E’ il MAYDAY, il giorno di San Precario ed è una manifestazione che serve a buttare in faccia alla gente che non lo sa (e purtroppo ce n’è tanta, troppa) che il mondo del lavoro non è più quello di una volta.
Ho provato a spiegare a mio papà, l’altra sera, che oggi anche i lavoratori del teatro alla scala sono precari, anche quelli della banca lo sono e quelli della moda e quelli dei supermercati e bla bla bla….
Ho provato a raccontare ad una collega di mia sorella, che fa l’infermiera da molti anni, che nella fantastica e giovane azienda in cui lavoro ci sono dei consulenti non proprio giovanissimi, bravi, che si fanno il culo tutti i giorni, che sono pagati due lire per un contratto MENSILE e vengono pure pagati in ritardo.
Ho provato a spiegare ad una delle mie “brillanti” colleghe che se la situazione lavorativa delle persone più giovani non si risolve in contratti VERI nessuno mai pagherà i contributi per le nostre pensioni (quelle che devono arrivarci a compensazione del nostro tfr, chiaramente).
Sguardi spenti.
Pronto, c’è qualcuno?
Quindi quello che può sembrare una chiara realtà, per molti non lo è.
Ho però capito che il segreto per essere informati su queste situazioni è avere dei figli che ne sono coinvolti.
Le mamme che hanno filgi precari in genere sanno tutto di stage, co.co.co, co.co.pro, co.pro.co e altre 22 forme contrattuali create da silvio e non riviste da romano.
Di qui nasce una manifestazione con carri allegorici (il tradizionale carro di Serpica Naro è imperdibile, così come lo è quello di Cascina Torchiera Senz’acqua) colorata e rumorosa in cui il coming-out è forse eccessivo ma necessario.
Io quest’anno non ci sarò, ma sono sicura che anche questa volta, il MAYDAY sarà un successo!