Archivio per riciclo

come ti annaffio quando non ci sono!

Siamo infine ritornati dalle nostre vacanze e devo dire che il balcone e la maggior parte delle piante che vi avevamo lasciato, ci hanno accolto ancora verdeggianti.

Il sistema delle bottiglie ha funzionato alla perfezione.

Ecco come abbiamo fatto affinchè la nostra assenza non si traducesse necessariamente in un periodo arido per le nostra flora:

nel mese di luglio abbiamo iniziato a mettere da parte un po’ di bottiglie di plastica da un litro e mezzo e da due litri,

il giorno prima di partire le abbiamo riempite e con delle forbici ho praticato un foro non troppo grosso su ciascun tappo e tutti i tappi, così forati, li abbiamo usati per chiudere le bottiglie.

A questo punto si capovolge la bottiglia, in modo che il tappo si possa ben conficcare nel terreno e si cerca di far penetrare il più possibile la bottiglia in profondità.

Per ogni vaso è necessario mettere un numero di bottiglie proporzionale alla normale sete/irragazione della pianta, infatti alla fine avevamo vasi corredati anche con 6 bottiglie (un piccolo cespuglio di erika) a vasi con una bottiglia sola (una Aloe molto grande).

Il sistema è perfetto perchè la pianta si serve da sola assorbendo il liquido con il normale uso delle radici, non ci sono quindi rischi di marciscenza. Se siete insicuri sul numero di bottiglie da mettere in ogni vaso è meglio abbondare, l’acqua che avete messo in più non sarà comunque bevuta dalla pianta e ve la ritroverete  ancora lì nella bottiglia.

Che spettacolo vi aspetterà al vostro rientro? Un sacco di bottiglie vuote e schiacciate per il sottovuoto che crea l’assorbimento delle radici, in un certo senso io l’ho trovato anche uno spettacolo…. come dire… affascinante!

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I sacchetti del pane

Non butto via i sacchetti di carta che si usano per trasportare il pane del panettiere.

Li riutilizzo.

In che modo?
Torno dal fornaio e mentre ordino gentilemente “un bocconcino”, gli porgo il sacchetto del pane, vuoto e ben piegato.

La prima volta il panettiere mi ha guardato strano, invece a lungo andare ha imparato e già sa che io sono una cliente che non ha bisogno tutti i giorni del sacchetto nuovo: uso quello vecchio!

Del resto, buttare via il sacchetto del pane fresco non ha proprio senso.

Dopo aver trasportato il pane è ancora in ottime condizioni e io in  genere riesco a farlo durare un mese.
Non mi sembra una cattiva idea.

Inizio a diffonderla qui.

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Di lavoro faccio la passacarte

E’ proprio così, la mia job description è “passacarte”, almeno secondo il mio modesto parere.

La parola che ho scelto non è casuale, nel senso che lavorando nell’ambito dei corsi finanziati si genera un sacco di carta, purtroppo a volte inutile.

Cerco di ovviare a questo inconveniente riciclando il più possibile i fogli, quando stampo o mando dei fax uso il retro di carta già stampata solo fronte (qualcuno potrebbe obiettare che si rovina il tamburo del toner e probabilmente è anche vero, ma non so che fare, è più forte di me, non riesco a buttare via della carta usata solo da un lato) ma questo non mi sembra sufficiente, quindi per dare un altro piccolissimo segnale alle persone che lavorano con me, in calce alla mia mail, oltre alla firma “istituzionale”, dove la mansione “passacarte” è sostitutita da un altisonante “account manager”, metto sempre questa dicitura:

p.png Before printing, think about Environmental Responsibility!

La soddisfazione è massima quando vedo che qualcuno a cui scrivo, a sua volta, la utilizza.
Quindi prendetene e fatene uso. Le persone spesso non si rendono conto di quanta carta stampano inutilmente e poi buttano semplicemente via!

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